Il direttore generale Enrico De Girolamo: “Lavoriamo da sempre in sinergia con il territorio valdostano. DDL Concorrenza rinvii scadenza concessioni idro e non si precluda riassegnazione a società controllate dalla Regione”
Il rinnovo delle concessioni idroelettriche, lo sblocco degli iter autorizzativi per nuovi progetti nell’eolico e fotovoltaico, le tecnologie e soluzioni innovative quali l’idrogeno e le comunità energetiche.
Queste le principali sfide che attendono l’utility valdostana CVA. Sfide che il gruppo intende affrontare “in sinergia con il territorio valdostano, in cui affonda le proprie radici, e in armonia con l’ambiente”, come sottolineato dal dg Enrico De Girolamo.
Come si pone CVA rispetto al tema dell’accettabilità sociale dei nuovi progetti nell’idroelettrico e in generale nelle rinnovabili?
Il Gruppo CVA lavora da sempre in sinergia con il territorio valdostano, in cui affonda le proprie radici, e in armonia con l’ambiente.
Per farlo, la Società coinvolge le comunità locali e i vari stakeholders in tutti i propri progetti, sia quelli riguardanti asset esistenti, sia quelli di sviluppo di nuovi impianti, prima dell’avvio degli iter autorizzativi per sensibilizzare ai principi di sostenibilità e rispetto dell’ambiente che intende promuovere.
A tale proposito, CVA prevede di attivare importanti operazioni di revamping dei propri impianti idroelettrici nei prossimi dieci anni: queste consentiranno di utilizzare al meglio la risorsa idrica disponibile incrementando l’efficienza degli impianti e salvaguardando e migliorando l’impatto ambientale complessivo.
Proprio sul fronte idroelettrico, che è il vostro core business, uno dei principali nodi è il rinnovo delle concessioni per le grandi derivazioni. Quali le vostre richieste? E cosa vi aspettate dalla prossima legge concorrenza?
Il rinnovo delle concessioni idroelettriche è un tema molto importante per CVA. Il piano strategico quinquennale ha, infatti, un outlook al 2029: anno di scadenza delle principali concessioni, aventi ad oggetto la quasi totalità della potenza installata del Gruppo.
Attualmente, la disciplina in materia prevede un quadro normativo generale delegando alle singole Regioni la definizione specifica dei criteri di assegnazione. Tale impostazione rischia di penalizzare i concessionari uscenti e di creare disuniformità sul territorio nazionale, con una definizione di procedure di assegnazione delle concessioni diverse in ciascuna Regione.
CVA auspica un’integrazione alla normativa esistente, in modo che questa non precluda la riassegnazione diretta delle concessioni alla società controllata dalla Regione.
Quanto alla Legge per la concorrenza 2021, CVA auspica sia inserita la possibilità di concedere un ulteriore rinvio della scadenza delle concessioni esistenti.
In ogni caso, il Gruppo ha elaborato un piano di crescita che permetterà di disporre di risorse umane, tecniche e finanziarie per una partecipazione competitiva alle gare di riassegnazione delle concessioni idroelettriche.
Altra questione riguarda le difficoltà a ottenere nuove autorizzazioni per i nuovi impianti rinnovabili
Il Gruppo CVA intende realizzare nuovi impianti fotovoltaici ed eolici su tutto il territorio nazionale, in coerenza con gli obiettivi del PNIEC e nella volontà di diversificare la produzione complessiva per fonte.
Vi sono tuttaVIA difficoltà legate alle tempistiche delle procedure autorizzative, che rischiano di essere l’ostacolo principale allo sviluppo delle nuove tecnologie, come peraltro recentemente dimostrato dai deludenti esiti delle aste di cui al DM Fer 1. A ciò si unisce poi l’eccessiva burocratizzazione e aleatorietà delle pratiche volte a realizzare gli impianti.
Tale quadro è aggravato dalla ancora insufficiente digitalizzazione degli uffici amministrativi competenti a ricevere le pratiche: ad oggi tali uffici non posseggono strumenti informatici atti a ricevere la mole di documentazione progettuale richiesta.
Vi soddisfa quanto previsto dal DL Semplificazioni in tema di iter autorizzativi, anche su nuove opportunità quali l’agrovoltaico? Proponete altre misure per snellire i procedimenti?
Nel recente Decreto Semplificazioni risultano apprezzabili l’istituzione della Commissione Tecnica PNRR-PNIEC e la riduzione dei relativi termini per le procedure di verifica di assoggettabilità a VIA e di VAS.
Appare positiva anche l’assegnazione alla competenza statale delle procedure ambientali di VIA per gli impianti FV di potenza superiore a 10 MW connessi alla rete elettrica in MT e siti in aree a destinazione industriale, produttiva o commerciale, e l’applicazione della procedura abilitativa semplificata per impianti FV di potenza sino a 20 MW in aree a destinazione industriale, produttiva o commerciale e l’estensione delle fattispecie di impianti agrovoltaici in grado di partecipare alle aste del GSE.
Tali misure sono però solo il punto di partenza per raggiungere l’auspicata semplificazione e la loro efficacia deve ancora essere testata, mentre rimane il rischio di continuare ad avere tempistiche autorizzative lunghe e alti costi.
Per il futuro del gruppo che ruolo hanno le nuove tecnologie e soluzioni quali l’idrogeno o le comunità energetiche?
Il territorio valdostano è per natura dotato di un patrimonio particolarmente favorevole ad una accelerazione verso il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, rispetto ai quali CVA assume un importante ruolo di abilitatore.
La società proseguirà le iniziative attivate nel perimetro dei progetti pilota avviati per la creazione di configurazioni di autoconsumo collettivo di condominio e di comunità energetiche locali con i Politecnici di Milano e di Torino. CVA ritiene che il decentramento e la localizzazione della produzione energetica sia un’opportunità di grande importanza in un territorio montano in cui vi sono comunità isolate e una rete di distribuzione non sempre magliata o interconnessa.
Il Gruppo CVA ha, inoltre, sottoscritto un accordo di collaborazione con Snam per dare vita ad iniziative congiunte nell’idrogeno verde ed a progetti pilota finalizzati a spingere la transizione energetica in Valle d’Aosta, come nei settori hard-to-abate.
La Valle d’Aosta è un sito ideale per lo sviluppo dell’idrogeno grazie all’abbondanza di acqua, sia da usare come materia prima per alimentare i processi di elettrolisi, sia in virtù dell’ampia capacità idroelettrica concentrata sul territorio regionale. Inoltre, nella Regione sono presenti forti consumi hard-to-abate, sia dovuti alla peculiarità del territorio montano che ne impedisce l’elettrificazione (come nei trasporti pesanti), sia alla presenza di imprese energivore: tali consumi beneficeranno in modo sostanziale dell’avvento dell’idrogeno.

Enrico De Girolamo, direttore generale di CVA

