di Tommaso Barbetti, Partner elemens
Lo sviluppo di nuovi progetti, mai così frenetico, sta assorbendo la grande parte delle energie degli operatori, trasmettendo talora – come emerge chiaramente dai lavori di R.E.gions2030 – un senso di immobilismo connesso alla sfiancante lentezza dei procedimenti autorizzativi.
Alzando lo sguardo dalle Regioni, qualcosa eppur si muove. I tantissimi provvedimenti attesi per il 2021 stanno finalmente giungendo al punto di arrivo: molti di essi stanno fissando alcuni paletti intorno alle quali le rinnovabili si svilupperanno nei prossimi anni.
È di fine luglio l’approvazione della conversione in Legge del Decreto Semplificazioni bis. Il Decreto fa uno sforzo, appunto, di semplificazione delle procedure autorizzative: è così che (i) viene introdotto un percorso specifico (da alcuni definito ottimisticamente “fast track”) per le Valutazioni di Impatto Ambientale sugli impianti alimentati da fonti rinnovabili – tempistiche ridotte e un’apposita commissione di Valutazione -, (ii) si prevede che siano sottoposti a VIA Nazionale anche i progetti PV di potenza superiore a 10 MW, (iii) che il PV in area industriale inferiore ai 20 MW sia sottoposto a PAS, così come pure (iv) tutti i progetti di repowering eolici e PV. Nel processo inevitabilmente resta sullo sfondo la centralità del ruolo di Ministero della Cultura e Sovrintendenze, rafforzando la sensazione che – se non accompagnato da un maggior commitment di tutti gli attori istituzionali – non potrà essere solo un tratto di penna a semplificare nei fatti i procedimenti.
Nei prossimi giorni invece le Commissioni parlamentari competenti diranno la loro sui decreti di recepimento delle direttive sui mercati elettrici (IEMD) e sulla promozione delle fonti rinnovabili (RED2). Per quanto solo la seconda affronti direttamente il tema delle rinnovabili, è in realtà la prima a darci contezza della sempre maggior centralità che le rinnovabili avranno nel sistema elettrico: lo fa iniziando a tratteggiare i primi elementi di un nuovo mercato elettrico compatibile – anche grazie alla promozione dello storage – con una massiccia presenza di rinnovabili.
La RED2 entra invece nel dettaglio del sostegno alle rinnovabili: se letta in combinato con il programma presentato dal Ministro Cingolani al Senato a metà luglio, ne esce un quadro in cui il Governo pare intenzionato a fornire supporto (mediante aste) a una larghissima quota degli oltre 60 GW addizionali di rinnovabili previsti da qui al 2030. Lo farà non solo con l’eolico, ma anche con il fotovoltaico (non solo agrivoltaico e industriale, apparentemente anche agricolo), per il quale il modello merchant only non è evidentemente considerato sufficiente. Tutto questo in attesa di capire come evolverà la discussione sul tema delle aree idonee, che comunque non dovrebbe giungere a conclusione prima del 2024.
Insomma, si può dire che la nuova produzione di norme pare giustificare le strategie con cui gli operatori stanno rafforzando e popolando le loro pipeline: mancano, a questo punto, quasi solo le autorizzazioni…

