Di Francesca Pitrelli, Consultant Public Affairs Advisors
Il 27 luglio la Commissione Lavori Pubblici del Senato tra gli emendamenti proposti nell’ambito del cosiddetto Decreto MiMs ha approvato l’emendamento 12.4 a firma di Paolo Arrigoni (Lega), disposizione che comporta un importante cambio di passo per l’operatività delle Commissioni VIA-VAS e PNRR-PNIEC del MiTE (di seguito le Commissioni). Si tratta difatti dell’aumento delle risorse da 1,5 a 8 milioni di euro annui per il corretto funzionamento delle due Commissioni, organismi che hanno l’arduo compito di valutare la compatibilità ambientale anche degli impianti FER e di fare in modo che il Paese rispetti gli sfidanti obiettivi contemplati all’interno del PNRR e del PNIEC.
L’esiguità del plafond di risorse messe a disposizione delle Commissioni nonché le difficolta operative con cui si misurano quotidianamente i commissari erano aspetti già emersi durante il primo Digital Talk 2022 a porte chiuse di R.E.gions2030 “Rinnovabili fra bisogni del sistema e necessità di sviluppo: il ruolo della Commissione PNRR-PNIEC”. All’evento, tenutosi il 12 luglio scorso, hanno partecipato sia i vertici delle Commissioni che numerosi player di mercato del settore energia, partner di R.E.gions2030.
In qualità di rappresentanti delle istituzioni e in particolar modo del MiTE hanno partecipato il Presidente delle Commissioni VIA-VAS e PNRR-PNIEC, Massimiliano Atelli, il Coordinatore della Commissione PNRR-PNIEC, Fulvio Fontini, la Coordinatrice della Commissione VIA-VAS, Paola Brambilla e il Vice Capo di Gabinetto del Ministero della Transizione Ecologica, Raffaello Sestini.
Rilevanti e numerosi sono stati i chiarimenti forniti da parte tecnici del MiTE in merito alle best practice che gli operatori dovrebbero adottare per facilitare il lavoro di disamina.
Il Presidente Atelli a tal proposito ha dichiarato che i criteri di trattazione dei progetti all’interno delle Commissioni sono strettamente connessi a fattori quali l’analisi delle ricadute sociali, occupazionali ed economiche dell’intervento e la potenza installata. In merito a tale ultimo criterio giova menzionare quanto dichiarato anche da Fulvio Fontini secondo cui il fattore “potenza installata” è connesso unicamente ad una priorità di trattazione del progetto e dunque non comporta l’esclusione dell’esame di un impianto con minore potenza ma semplicemente una trattazione posticipata dello stesso.
Riguardo all’iter di disamina dei progetti nonché sulle tempistiche di rilascio dei titoli autorizzativi si rinviene la necessità di ricordare quanto riferito dalla Coordinatrice della Commissione VIA-VAS, Paola Brambilla, secondo cui per un corretto e celere funzionamento del sistema è fondamentale il trade union tra le due Commissioni. L’Avvocato Brambilla ha inoltre sottolineato come negli ultimi due anni le Commissioni abbiano adottato nuove modalità di confronto con i proponenti – e dunque con le imprese – tali per cui vi è un contraddittorio continuo, costante e proficuo che facilita sia i tecnici nella disamina della documentazione che – si augura – anche gli operatori a perseguire i propri obiettivi di sviluppo.
In merito alle condizioni in cui operano i commissari si evidenzia un aspetto sottolineato da tutte e tre le figure istituzionali intervenute ossia la carenza e l’inadeguatezza dei dispositivi tecnologici a loro disposizione. Tema di estrema rilevanza considerata l’ingente attività istruttoria e documentale che richiede l’analisi di un progetto. L’avere a disposizione strutture tecnologiche all’avanguardia faciliterebbe da un lato il lavoro quotidiano dei tecnici e dall’altro renderebbe più snello l’iter di rilascio dei titoli autorizzativi, restringendo il campo delle polemiche in merito ai ritardi che contraddistinguono l’Italia nel settore energy (e non solo).
L’approvazione dell’emendamento che prevede il potenziamento delle risorse per le Commissioni tecniche del MiTE rappresenta dunque un tassello importante per l’operatività e il funzionamento delle stesse ma non basta.
Le risorse umane a disposizione, quelle economiche in arrivo, una guida solida e procedure definite, fanno ben sperare l’intero settore che si augura uno sprint deciso da parte delle Commissioni.

