Di Alfredo Spalla, Quotidiano Energia
Spinta sulle rinnovabili e fronte trasversale per le Cer. Le idee per “Civitavecchia distretto dell’energia”, le aree idonee, la trasformazione dell’assessorato lombardo e le assemblee per il clima. L’analisi dei programmi in vista delle elezioni regionali del 12 e 13 febbraio
Si torna al voto nelle due Regioni più popolose d’Italia e più “pesanti” dal punto di vista politico: Lombardia e Lazio. Inevitabilmente, le proposte e gli stili dei candidati sono differenti, ma nei programmi non mancano i riferimenti all’energia. C’è chi affronta la questione con un livello di dettaglio sufficiente – facendo riferimento alle località degli impianti, alle tecnologie e talvolta agli investimenti da affrontare – e c’è chi naviga sulle linee generali. Manca però un’attenzione alla parte attuativa e, in particolare, è assente una riflessione sul rapporto Stato-Regioni. In questo approfondimento – realizzato nell’ambito di “R.E.gions2030”, l’iniziativa di Elemens e Public Affairs Advisors con QE media partner – si analizzano le proposte in vista delle elezioni del 12 e 13 febbraio.
LOMBARDIA
Attilio Fontana – presidente in carica della Lombardia ed espressione dalla coalizione di centro-destra composta da Forza Italia, Noi Moderati, Lega e Fratelli d’Italia – sostiene che vi sia una necessità di maggior “innovazione” e “tecnologia” per “vincere la sfida della sostenibilità”. Dal punto di vista energetico, propone quindi la “azioni mirate” per la “realizzazione di reti energetiche attraverso incentivi allo sviluppo di tecnologie efficienti, ai sistemi di accumulo, alle reti di distribuzione e alle reti di teleriscaldamento”.
Tra i punti del suo programma https://attiliofontana.it/wp-content/uploads/2023/01/PROGRAMMA-fontana-DEF-2_compressed.pdf si ritrovano anche le comunità energetiche rinnovabili, per le quali vorrebbe promuovere un sostegno a Comuni, imprese e distretti industriali. Il candidato di centro-destra sostiene poi che sia necessario un “potenziamento della transizione energetica” attraverso “la promozione della generazione fotovoltaica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili programmabili in funzione del loro contributo sui sistemi termici ed elettrici” e che si debba puntare sull’incentivazione di “contratti Energy Performance contract (Epc) di acquisto di energia prodotta da Fer anche favorendo la programmazione e gestione dei consumi”. Il documento del politico leghista contiene ulteriori riferimenti all’efficientamento energetico degli edifici e alla “riscrittura del patto fra operatori e territori che ospitano le grandi derivazioni idroelettriche”. Nello specifico, per l’efficientamento l’idea è quella di “favorire sistemi energeticamente efficienti anche mediante Il recupero del calore di scarto”. Infine, si consiglia una semplificazione per la produzione di materie prime secondarie, mentre l’idrogeno è accostato in relazione alle nuove tecnologie per la mobilità.
Sul fronte del centro-sinistra c’è Pierfrancesco Majorino, sostenuto da una sua lista civica, dal Partito democratico, dal Movimento 5 Stelle e dall’Alleanza Verdi Sinistra. Nel programma dell’europarlamentare https://majorinopresidente.it/wp-content/uploads/2023/01/programma_majorino_lombardia.pdf per le rinnovabili e l’efficientamento energetico si pensa “ad un grande piano che faccia fare veri passi in avanti ambientali e che allo stesso tempo crei posti di lavoro”. Ciò dovrebbe avvenire tramite una “nuova strategia di intervento sulle rinnovabili che orienti investimenti aggiuntivi sul solare, puntando sullo sfruttamento di spazi già antropizzati, cominciando dai tetti piatti (superfici commerciali e abitative) e incentivando la partecipazione dei privati (visto il crollo dei costi degli impianti), su esempio della Francia che ha messo l’obbligo di installazione di pensiline fotovoltaiche in tutti i parcheggi con più di 80 posti auto”. Inoltre ritiene che si debbano “rendere strutturali i contributi per le comunità energetiche rinnovabili per raggiungere l’obiettivo di produzione del 50% del fabbisogno regionale”. Majorino si oppone alla realizzazione di nuovi termovalorizzatori e chiede “percorsi di innovazione nella gestione dei rifiuti”. Per la povertà energetica c’è invece l’idea di creare l’energy tutor, una figura che aiuterebbe i cittadini a “operare scelte volte al risparmio e all’efficienza energetica”.
Dal punto di vista organizzativo e politico, Majorino si espone affinché le parti sociali e gli enti locali sottoscrivano “un grande Patto per il lavoro e il clima” come quello dell’Emilia-Romagna. Parallelamente parla di una “rivoluzione verde” e di una trasformazione dell’assessorato all’ambiente in “assessorato all’ambiente, crisi climatica e transizione ecologica”, a cui sarebbe conferito il mandato di “rivedere tutte le pianificazioni di settore definendo obiettivi più stringenti di quelli attuali”. Un’azione che sarebbe affiancata dall’istituzione di una “assemblea regionale per il clima” per aumentare la partecipazione e i dibattiti pubblici sulle infrastrutture strategiche.
Il Terzo Polo, dunque Italia Viva e Azione, ha come candidata Letizia Moratti, già sindaca di Milano e vicepresidente alla Regione (poi dimissionaria) durante il mandato di Fontana. Per il capitolo “energia e ambiente” https://letiziamorattipresidente.it/linee-guida-per-il-governo-della-lombardia/energia-e-ambiente/ , Moratti – che corre anche con una sua lista civica – indica sette linee guida. La prima è lo sviluppo “capillare” dell’idroelettrico. Anche lei spinge per la formazione di nuove comunità energetiche e per le Fer presenta due indicazioni: “stimolare e favorire l’installazione di campi fotovoltaici anche lungo le autostrade e le linee ferroviarie”; “esplorare la risorsa vento in Lombardia per valutare la possibilità di installazione di pale eoliche e micro-eolico ed eolico domestico, sempre nel pieno rispetto del paesaggio”. Moratti crede poi che si debbano avviare degli studi sulle “potenzialità geotermiche” della Lombardia, creando “strumenti per lo sviluppo di impianti per la produzione di energia termica e/o elettrica da questa fonte rinnovabile”. Infine, il suo programma ha l’obiettivo di “favorire gli impianti di cogenerazione a biomassa legnosa, magari con tele-riscaldamento”. La candidata del Terzo Polo dedica una sezione anche alla tematica del suolo, osservando che sarebbe necessario “procedere a una costante riduzione del consumo di suolo, in particolare agendo sull’edificabilità residua dei lotti già edificati” e avviando un “monitoraggio dei suoli lombardi” per valutarne lo stato di salute.
LAZIO
Nel Lazio le coalizioni che sostengono i candidati alla presidenza sono leggermente differenti. Ad esempio, Alessio D’Amato del PD può contare sul supporto del Terzo Polo ma non del M5S, come invece avviene in Lombardia. I pentastellati, infatti, hanno scelto Donatella Bianchi, giornalista ed ex-presidente del Wwf. Il centro-destra schiera Francesco Rocca, già alla guida della Croce Rossa italiana.
Rocca, al momento, non ha ancora diffuso un programma ufficiale. È atteso che lo faccia a breve. Le sue posizioni, perciò, possono essere ricostruite soprattutto in base alle dichiarazioni rilasciate durante comizi e interviste. Sulle rinnovabili sostiene che “sarà opportuno individuare bene le aree idonee, come quelle industriali dismesse o di scarso valore, senza sostituzione agricola se non c’è necessità”. Ha inoltre promesso: “Lavoreremo sul dissesto idrogeologico, che è uno dei temi mai affrontati seriamente, e sulla transizione energetica, stando attenti al valore paesaggistico”. È stata criticata la sua posizione sul termovalorizzatore, tanto che Rocca ha dovuto precisare di essere favorevole all’impianto: “Quando ho detto con chiarezza ‘basta discariche nella regione Lazio’, ovviamente e implicitamente ho detto sì al termovalorizzatore”.
Il programma di D’Amato https://alessiodamato.eu/wp-content/uploads/2023/01/Programma_DAmato_.pdf , assessore alla Sanità durante il secondo mandato di Nicola Zingaretti alla Regione Lazio, si differenzia dagli altri poiché indica anche una stima economica delle misure. Ad esempio, per gli investimenti nelle Fer si prevede uno stanziamento di 99 milioni di euro. Le Fer, tra le altre cose, farebbero parte del cosiddetto “distretto delle energie di Civitavecchia”. L’obiettivo dell’esponente di centro-sinistra è che l’area diventi “un esempio di transizione verso le energie rinnovabili, con la creazione di parchi eolici e un impegno deciso verso un modello di produzione di energia pulita”. Il Porto, si legge, “oltre ad essere una infrastruttura verde, diventerà un esempio di filiera industriale delle rinnovabili”. C’è poi l’iniziativa “100 Comunità in 100 Comuni” per la diffusione delle Cer nel Lazio. Complessivamente, D’Amato reputa che debba essere messa in atto “una strategia di insieme per la decarbonizzazione” con interventi in “energie rinnovabili, efficienza energetica, edilizia di nuova generazione, mobilità dolce, agricoltura sostenibile e sociale, turismo responsabile, comunicazione e finanza sostenibile, gestione dei rifiuti e sicurezza del territorio”. Per realizzarla – si legge nel documento elettorale – D’Amato stima che vi siano “a disposizione oltre 2 miliardi di euro”. Si andrebbe inoltre ad agire su qualità dell’aria, riduzione dei consumi, transizione verso le Fer e creazione di modelli produttivi green. Sul tema dei rifiuti, l’ex assessore è favorevole alla realizzazione di impianti necessari al riuso e al riciclo dei materiali, tra cui anche “centri del riuso e composterie di comunità”. Si citano poi le aree industriali in relazione alle cosidette “valli dell’Idrogeno”, sottolineando che sul punto “sono già impegnate grandi imprese del Lazio nell’ambito di progetti europei”.
Sono varie le proposte di Bianchi del M5S, che individua dieci azioni per ogni sezione del capitolo su energia e ambiente. Per l’energia punta sull’implementazione delle risorse per il “Reddito energetico regionale”; l’adozione del Piano energetico regionale; la semplificazione delle procedure per gli investimenti e la realizzazione delle comunità energetiche. Suggerisce anche il rafforzamento degli investimenti e degli incentivi alla transizione per rinnovabili e sviluppo delle Cer e gruppi di autoconsumo locale. Bianchi vorrebbe dare spazio alla produzione di elettricità da fotovoltaico e biomasse nell’impresa agricola. Al contempo, per le politiche generali sostiene l’elettrificazione dei consumi, il potenziamento della rete elettrica, l’efficientamento energetico dei settori produttivi, dell’edilizia residenziale e della mobilità.
Per Civitavecchia vorrebbe puntare sulle quattro linee strategiche del Piano per la transizione ecologica: logistica, energia, turismo, polo produttivo. Ulteriori risorse, a suo modo di vedere, dovrebbero essere destinate ai Piani di azione per l’energia sostenibile e il clima comunali (Paesc) e all’istituzione dell’Agenzia regionale per l’energia e il clima. Sui cambiamenti climatici l’idea è avere un sistema di coordinamento e monitoraggio per le strategie di adattamento e mitigazione. Si ipotizza poi la revisione del Piano regionale di tutela delle acque (Ptar) e i programmi di risparmio dell’acqua. Sui rifiuti la soluzione individuata è il “rafforzamento degli investimenti per la raccolta differenziata su tutto il territorio regionale e per l’implementazione della tariffa puntuale”. Come noto, il M5S è contrario alla realizzazione del termovalorizzatore.

