Di Tommaso Barbetti, partner di Elemens
Ha destato molta attenzione il comunicato del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), con cui – non senza una certa enfasi – si annunciava il raggiungimento (“anticipato”) dell’obiettivo di 7 GW di pareri positivi sugli impianti a fonti rinnovabili.
Il comunicato – di per sé puntualissimo nei contenuti – ha innescato tuttavia un prevedibile telefono senza fili nelle riprese stampa, in cui i 7 GW di pareri favorevoli sono rapidamente e fatalmente diventati i 7 GW di autorizzazioni agli impianti alle fonti rinnovabili: un’interpretazione che, naturalmente, non corrisponde a realtà, sebbene si sia assistito a una forte crescita delle autorizzazioni nel 2022, in cui il dato dovrebbe aver superato cifra 5 GW.
L’equivoco offre tuttavia l’occasione per alcuni chiarimenti e, al contempo, alcune considerazioni. In primis giova chiarire che i 7 GW di pareri sono quelli espressi dalla Commissione VIA-VAS (anche nota come Commissione 1, quella incaricata di valutare i progetti eolici presentati entro settembre 2021) e dalla Commissione PNRR-PNIEC (la Commissione 2, che valuta tutti i progetti fotovoltaici e gli eolici presentati dopo settembre 2021).
Per quanto cruciale, si tratta di uno dei pareri necessari al rilascio della VIA Nazionale: l’altro parere pesante è quello rilasciato dal Ministero della Cultura, fino ad oggi il vero ostacolo nel percorso – si ricorda infatti che nel 2022 sono state rilasciate VIA con il parere positivo di entrambi gli enti solo in 10 casi (6 fotovoltaici, 4 eolici).
Dunque, questi 7 GW, per trasformarsi in VIA positive, avranno bisogno anche di un parere positivo da parte del MiC – questo salvo prove di forza da parte del MASE, che potrebbe – come già accaduto in passato, con ben 35 progetti solo nel 2022 – chiedere al Consiglio dei Ministri di dirimere il dissenso: se nel caso del Governo Draghi ha quasi sempre prevalso la posizione delle Commissioni (dunque del MASE e, in ultima istanza, degli operatori), c’è molta curiosità su quale sarà l’orientamento del Governo Meloni.
Purtroppo, anche dopo l’ottenimento della VIA, la partita per i produttori non sarà chiusa: ci si dovrà spostare in Regione, per l’ottenimento dell’Autorizzazione Unica. La storia dimostra che i progetti con VIA positiva generalmente riescono a ottenere anche l’Autorizzazione Unica, sebbene talora siano costretti a confrontarsi con le medesime osservazioni già ricevute in sede di Commissione. Ora però il flusso sembra essersi rallentato, se si pensa che dei 48 progetti che hanno ottenuto la VIA dopo l’estate 2021, appena 3 hanno ottenuto l’autorizzazione: come a dire che in un processo che pare essere stato centralizzato, le Regioni non ci stanno a fare da tappezzeria.
I 7 GW del comunicato MITE sono dunque un buon inizio: certamente non ancora un risultato.

