di Filippo de’Micheli, Head of Business Strategy – FRV Italia
Gli scenari di liberalizzazione del mercato elettrico, avviati in Europa nella seconda metà del secolo scorso, hanno via via trasformato un settore che è passato dal monopolio al mercato libero, lasciando come uniche attività regolate la trasmissione e la distribuzione dell’energia. Come è noto in Italia la trasmissione dell’energia è gestita da TERNA SpA, unico Transmission System Operator (TSO) del paese, a cui è affidata la costruzione, manutenzione e gestione della rete di trasmissione nazionale, mentre i Distribution System Operator (DSO) si occupano dello sviluppo, manutenzione e gestione della rete di distribuzione in specifiche aree geografiche; ca l’85% della rete di distribuzione è oggi gestita da e-Distribuzione SpA, mentre DSO minori operano sui principali centri urbani: a-Reti a Roma, Unareti a Milano-Brescia, iReti a Torino e nell’Emilia.
Oltre agli attori di rete e di mercato, agiscono una serie di istituzioni volte al controllo degli operatori, alla definizione delle regole per i mercati e per la remunerazione delle attività in monopolio, alla vigilanza e alla definizione delle leggi che regolano il settore energetico, con lo scopo di portare vantaggio e sicurezza allo stato e ai suoi cittadini, preservando uno dei pilastri fondanti dello stato di diritto. Tra questi organismi, i principali sono le autorità per la regolazione del settore elettrico, i ministeri competenti e le autorità antitrust. Oltre a questi è doveroso citare il Gestore dei servizi energetici (GSE) società posseduta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e controllata dal Ministero dell’Ambiente e delle Sicurezza Energetica (MASE) che gestisce tutti gli incentivi riconosciuti per le attività nel settore energetico.
I servizi prestati dagli operatori dei settori regolati a cui abbiamo accennato sono pagati nella bolletta elettrica e tutte le attività regolate sono date in concessione.
Come abbiamo anticipato, la generazione dell’energia elettrica è invece un’attività che è stata lasciata al mercato libero e alla competizione e questo ha portato negli anni ad uno sviluppo esponenziale della c.d. “generazione distribuita” che oggi conta più di 1,5 mio di impianti distribuiti sul territorio nazionale con una ampia gamma di potenza essendo, la grandissima maggioranza di questi, nuovi impianti di energia rinnovabile.
È chiaro quindi che questi enormi cambiamenti epocali provocano necessariamente un forte impatto sullo sviluppo delle reti e sulla loro integrazione con il suddetto sistema di generazione distribuita, dovendo garantire al tempo stesso un sistema elettrico efficiente, affidabile e sicuro. In questo senso sono ingenti gli investimenti programmati per adeguare le reti di trasmissione e distribuzione nazionali.
Ma veniamo allo sviluppo. L’enorme incremento delle richieste di connessione alla rete, sia essa di alta o di media tensione, rappresenta oggi un ulteriore scoglio per gli sviluppatori in quanto genera la cosiddetta “richiesta virtuale” che esiste in quanto prenotazione della potenza in immissione all’interno delle stazioni elettriche (SE) o cabine primarie (CP), ma che in realtà non si concretizzerà fino a quando quell’impianto non verrà autorizzato alla costruzione. Lato gestore di rete questo fenomeno porta alla programmazione di interventi di ampliamento che devono essere gestiti in riferimento alla pianificazione delle SE/CP prima di conoscere l’esito reale a livello autorizzativo degli impianti, tale fenomeno, estremamente critico in alcune zone di Italia dove è maggiore la concentrazione delle rinnovabili, risulta ancor più critico laddove sono presenti le richieste di connessione alla rete degli eolici off-shore che, con appena il 3% dei progetti in termini di numero di pratiche, impegnano il 30% della potenza totale di nuove richieste di connessione a livello nazionale. In molti casi e oramai, per un motivo o un altro, in ogni parte del territorio, sono necessarie opere di adeguamento della rete e la progettazione e autorizzazione di questi necessari ampliamenti viene affidata direttamente agli sviluppatori/produttori con ulteriore incremento della complessità, delle tempistiche di sviluppo e, di conseguenza, autorizzative.
D’altra parte, la generazione sempre più distribuita, l’inarrestabile penetrazione delle rinnovabili e l’autoconsumo generano impatti anche sulla struttura dei mercati dell’energia e dei servizi alla rete, quali ad esempio i servizi ancillari o la gestione della c.d. “over generation”, dovuta alla crescita delle fonti di generazione non programmabili (fotovoltaico, eolico). Anche per questi aspetti è in corso un profondo aggiornamento di modelli, standard e procedure, oggi nelle varie fasi di consultazione o approvazione presso le istituzioni preposte che tentano di interpretare al meglio i nuovi scenari della generazione, trasmissione e vendita dell’energia.
Abbiamo citato l’over generation che sappiamo dovrà essere gestita con i sistemi di accumulo che vengono individuati da Terna nelle due tipologie oggi più consolidate rappresentate dagli accumuli elettrochimici (BESS) e dai pompaggi. Si rileva che la richiesta di nuove connessioni per gli impianti storage segue lo stesso paradigma della generazione quando invece, a parere di molti, dovrebbe essere considerato più come un sistema per fornire servizi alla rete che tipicamente prevede l’immissione di energia quando ve ne è scarsità e la preleva nelle ore di sovraproduzione.
Un altro segnale significativo dell’importanza delle connessioni è l’incremento della richiesta, da parte dei produttori/sviluppatori strutturati, di figure professionali cosiddetti Grid Specialist o Interconnection Manager, esperti proprio nella gestione di tutti gli aspetti tecnici e procedurali legati alle richieste di connessione le cui scadenze peraltro battono i tempi dello sviluppo secondo uno schema definito e inderogabile di adempimenti e tempistiche stabilito da ARERA e recepito dai TSO/DSO.
A fronte di questa breve analisi appare chiaro come lo sviluppo delle reti abbia oggi e per il futuro un impatto significativo quanto determinante per tutti gli aspetti che riguardano lo sviluppo e la capacità di produrre e consumare energia fondamentali per garantire la crescita sostenibile, adeguata e sicura del nostro paese nell’ambito europeo.

