A colloquio con Mario Bertolissi, professore di diritto costituzionale e coordinatore del gruppo energia del Comitato dei Lep. L’impatto della riforma sul settore e i livelli essenziali da garantire
di Alfredo Spalla, Quotidiano Energia
Il Disegno di legge sull’Autonomia potrebbe favorire l’installazione delle rinnovabili in Italia e le Regioni dovranno fare i conti con il fatto che l’energia è una materia essenzialmente statale.
È questa la lettura d’insieme di Mario Bertolissi, professore emerito di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Padova e tra i membri del Clep, il Comitato tecnico scientifico per l’individuazione dei Lep, i Livelli essenziali delle prestazioni https://www.quotidianoenergia.it/module/news/page/entry/id/490017. Inoltre, a lui è stato affidato il delicato compito di coordinare il sottogruppo sull’energia, analizzando le questioni su “produzione, trasporto e distribuzione”. Gli esperti guidati da Bertolissi hanno seguito anche i dossier sulla “tutela dell’ambiente e dell’ecosistema” e sulla “valorizzazione dei beni ambientali”.
Innanzitutto cerchiamo di capire qual è stato il compito del Comitato e come si incrociano i lavori con l’architettura del Ddl Autonomia, che dopo una prima approvazione in Senato si trova ora all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera.
Effettuando un’opera di estrema sintesi si potrebbe dire – come spiega la Legge di Bilancio 2023 – che “l’attribuzione di ulteriori forme di autonomia” alle Regioni “è consentita subordinatamente alla determinazione dei relativi livelli essenziali delle prestazioni (Lep)”.
Per determinare i Lep ci si è quindi affidati al Comitato (Clep), che è stato presieduto da Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale. La Costituzione prevede che “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” si possano attivare in una serie di materie. Fra queste c’è l’energia per quanto riguarda “produzione, trasporto e distribuzione”.
Il panorama è però molto più ampio del Ddl Autonomia, come spiega Bertolissi in quest’intervista che tocca temi affrontati da “R.E.gions 2030”, l’iniziativa di Elemens e Public Affairs Advisors con Quotidiano Energia media partner. Bisogna innanzitutto sapere che autonomia e Lep sono due concetti ben distinti, che sono stati “uniti” principalmente per superare una impasse politica.
“Nonostante si affermi e molti pensino il contrario, non c’è nessun nesso tra Lep e autonomia differenziata. Quest’ultima, infatti, riguarda semplicemente maggiori funzioni e correlate risorse, ora spettanti allo Stato, un domani attribuite alle Regioni richiedenti”. I Lep, invece, “concernono l’attuazione del principio di eguaglianza e la connessa esigenza di assicurare ad ogni persona un medesimo, minimale livello di prestazioni e servizi, relativamente ai diritti civili e sociali”.
Perché dunque si è deciso di trattarli contestualmente? “Il fatto che si siano abbinati i due casi è dipeso soltanto dalla circostanza che favorevoli e contrari all’autonomia differenziata hanno dovuto trovare un terreno comune di incontro: questo è stato il terreno dei Lep”, chiarisce il coordinatore del sottogruppo Energia del Clep.
Gli esperti guidati da Bertolissi hanno individuato 13 Lep: sette sull’elettricità e sei sul gas. Per il settore elettrico si chiede la salvaguardia “della sicurezza e dell’efficienza del sistema”, della “continuità della fornitura”, e della “economicità della fornitura di energia elettrica”. Parallelamente il Clep reputa necessario che vi siano garanzie per la “parità di trattamento tra i clienti finali” nonché per la “omogeneità nelle modalità di accesso del servizio di fornitura”, per le “tutele rafforzate per i clienti finali in condizioni di disagio” e per “informazioni chiare e trasparenti ai clienti finali”. Infine è indispensabile la “garanzia della partecipazione attiva al mercato da parte del cliente finale”.
Il Comitato è giunto a queste conclusioni – contenute nel rapporto finale – confrontandosi con il Mase, l’Arera e con esperti del settore.
“I Lep individuati dal sottogruppo n. 8 in tema di energia fanno sì che venga data puntuale attuazione a una serie rilevante di disposizioni di carattere sovranazionale (provenienti dall’Unione europea e non solo) e di diritto interno”, premette Bertolissi.
Questo avviene “poiché il sistema è piuttosto disordinato, frutto di un accavallarsi non sempre coordinato di regole”. Dunque il sottogruppo “ha cercato di individuare delle costanti, che impongono allo Stato, alle Regioni ed agli altri enti locali, per quanto di competenza, di perseguire l’obiettivo di porre tutti nelle medesime condizioni nella fruizione di questo servizio essenziale. Soprattutto, le categorie deboli”.
In questo processo, però, Bertolissi – che è avvocato ed è abilitato al patrocinio dinnanzi le giurisdizioni Superiori con particolare riguardo alla Corte costituzionale – mette in chiaro quale dev’essere il faro da seguire sempre: “È incontestabile – lo ha affermato anche la Corte costituzionale ripetutamente – che il settore dell’energia (energia e gas naturale) ricade nell’ambito della potestà legislativa statale di carattere esclusivo”.
Peraltro, precisa, “non è infrequente che lo Stato persegua e realizzi l’interesse pubblico (fornitura efficiente, tariffe proporzionate, trasparenza del mercato e via dicendo) attraverso il concorso del privato concessionario”.
Per il professore “molto spesso si assiste alla commedia degli equivoci”, perché “si suppone, ad esempio, che la Regione possa derogare ad un insieme di previsioni che ormai sono espressione di indirizzi cogenti anche nei confronti dello Stato”.
Quindi in che modo il Ddl Autonomia inciderà sul settore dell’energia? Anche in questo caso la risposta di Bertolissi è chiara: “Le Regioni dovranno fare i conti con la circostanza che l’energia è una materia essenzialmente statale. Più precisamente, è addirittura di carattere sovrannazionale. Le Regioni potranno intervenire soltanto su aspetti marginali, consentiti dallo Stato. Il resto sono chiacchiere, come spesso accade, quando si prefigurano scenari impossibili”. Semmai – aggiunge – “è da dire che la liberalizzazione non sempre ha dato risultati positivi” e che “se una Regione dovesse andare oltre il confine predeterminato dallo Stato, questo potrà impugnare l’eventuale legge regionale o sollevare un conflitto di attribuzioni, se l’atto regionale non è legislativo”.
E il Ddl Autonomia aiuterà la diffusione delle energie rinnovabili? “Penso proprio di sì”, prevede Bertolissi, che poi puntualizza: “anzi, questa domanda consente di precisare che cosa può caratterizzare lo spazio di azione delle Regioni. Non tutti i territori sono tra loro eguali; non tutte le economie regionali possiedono le medesime caratteristiche; non tutte le agricolture e le strutture del suolo si prestano ad essere valorizzate da questo punto di vista. Le Regioni, ciascuna distintamente, adatteranno il proprio intervento a queste e ad altre esigenze oggettive, tenendo presenti i principi e i valori tutelati dai Lep, che hanno come scopo quello di evitare discriminazioni prive di giustificazioni”.
Per la tempistica di questa riforma si dovrà tenere conto delle coperture e di eventuali integrazioni con l’indicazione di ulteriori fonti di finanziamento.
Infine, Bertolissi – avendo lavorato su energia e territori – lascia un consiglio e una sua lettura del complesso rapporto tra Stato e Regioni. “Le ragioni di confronto dialettico e, talvolta, di aperto contrasto tra Stato e Regioni dipendono, essenzialmente, dal disordine della legislazione. Poco meditata, elaborata sotto l’incalzare dell’ultima polemica, desiderosa di soddisfare esigenze non sempre nobili per motivi attinenti il consenso; per questo e per altro ancora, si è finiti per dare indicazioni non sempre congrue, se non oggettivamente contraddittorie. Si tratta di eliminarle”.
Agendo in questo modo, conclude, le Regioni “possono collaborare efficacemente nel ridurre al silenzio una serie rilevantissima di iniziative, dovute a fornitori locali (subconcessionari), che incidono gravemente sulla trasparenza del mercato. I Lep sull’energia si occupano anche di questo”.

