A disposizione solo 11,52 GW su 14,65 GW, con possibilità di seconda asta. Barbetti (Elemens) a QE: “Per il FV bando si chiuderà molto probabilmente sotto i 65 €/MWh”
Di Quotidiano Energia
Il Mase ha pubblicato il decreto direttoriale con la progressione temporale del contingente obiettivo per il FerX transitorio.
E leggendo la tabella non mancano gli spunti interessanti. In primis, il contingente massimo complessivo è inferiore a quello previsto dal DM 30 dicembre 2024 che ha approvato il meccanismo: 11,52 GW contro 14,65 GW. A conferma della volontà di voler puntare su una seconda asta: “In esito all’espletamento della prima procedura il Ministero valuterà l’apertura di un ulteriore bando”, si legge nel decreto direttoriale pubblicato il 1° aprile (e in vigore dal giorno successivo).
Il secondo aspetto, ancora più importante, è la differenza tra i contingenti “minimo” e “obiettivo” da una parte e quello “massimo” dall’altra. Segno della volontà del Mase di voler ottenere dalle aste prezzi molto competitivi, anche sotto il “prezzo di esercizio inferiore”, che rappresenta “il valore necessario per assicurare adeguata remunerazione agli impianti che accedono alle procedure competitive in caso di condizioni di costo particolarmente basse”.
Più in particolare, per il fotovoltaico si parla di 0,6 GW di contingente minimo, 1 GW di obiettivo e 8 GW di massimo.

“Credo di poter affermare che le aste si chiuderanno molto probabilmente sotto i 65 €/MWh” (che è appunto il prezzo di esercizio inferiore per questa tecnologia), commenta a QE Tommaso Barbetti di Elemens.
Per l’eolico i contingenti sono rispettivamente di 0,2 GW, 0,3 GW e 2,5 GW. E anche in questo caso, aggiunge Barbetti, ci sono ampie possibilità che gran parte della capacità disponibile sia assegnata sotto il prezzo di esercizio inferiore di 70 €/MWh o comunque sotto 75 €, “salvo che l’asta non vada deserta perché nessuno reputa adeguato un prezzo così basso”.
Come noto, per garantire il principio di effettiva concorrenzialità delle procedure competitive, si dovrà assicurare che i volumi messi a bando in ciascuna procedura siano inferiori in misura pari almeno al 10% rispetto al totale dei volumi per i quali è stata presentata la manifestazione di interesse.
Dunque, ai fini della definizione della curva di domanda, in sede di pubblicazione dei singoli bandi il Gse tiene conto delle manifestazioni di interesse complessivamente pervenute e calcola per ciascuna tecnologia i relativi contingenti da mettere a bando come il minimo tra la somma delle potenze di tutte le manifestazioni di interesse, decurtata del 10%, e il contingente di riferimento.
Di recente il presidente del Gse Paolo Arrigoni ha detto che il primo bando sarà pubblicato “alla fine di questa primavera o agli inizi dell’estate”.
Prima di avviare le procedure il Gse dovrà pubblicare le regole operative dello strumento, previste entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto sul FerX transitorio, avvenuta il 28 febbraio. “I 90 giorni probabilmente li accorceremo, il ministro ci ha invitato a non cogliere” tutto il tempo a disposizione, ha detto Arrigoni.
Restano però dubbi sul fatto che ci siano i tempi tecnici per fare una seconda procedura entro l’anno, come fatto notare nelle scorse settimane anche dal direttore generale mercati e infrastrutture energetiche del Mase, Alessandro Noce.

