Nel report R.E.gions 2030 i punti di forza e debolezza nel sistema autorizzativo e programmatorio
CAGLIARI. La Sardegna non è in ritardo sull’installazione del fotovoltaico rispetto ai suoi target, le aree di impianto sono soprattutto quelle industriali e nella speciale classifica sul rispetto dei tempi autorizzativi l’isola si colloca a in una posizione mediana.
È quanto emerge dal primo report R.E.gions2030 sullo sviluppo delle fonti rinnovabili nelle regioni italiane, con un focus sul fotovoltaico. Il report è di Public Affairs Advisors, società di consulenza strategica specializzata nelle relazioni istituzionali, e da Elemens società di consulenza strategica sul settore dell’energia.
Il report valuta l’operato delle regioni sulla base di parametri che includono il rispetto degli obiettivi al 2020, il livello di ambizione dei nuovi target 2030, l’attrattività della regione per gli operatori e l’efficienza dell’iter autorizzativo. Lo studio raccoglie, tra gli altri indicatori, i dati prodotti dalle pubbliche amministrazioni nel corso della propria attività autorizzativa, offrendo un quadro dei punti di forza e delle criticità di ciascun territorio nello sviluppo della capacità fotovoltaica prevista dai singoli Piani Energetici Ambientali.
La Sardegna presenta buoni dati sullo sviluppo fino al 2020 (ha raggiunto i target di installazione del fotovoltaico) ed è la terza regione per istanze presentate dal 2019 in poi, collocandosi invece in fascia media per quanto concerne la velocità e l’efficacia degli iter amministrativi. L’isola è tra le Regioni che si sono meglio distinte sul piano dello sviluppo di energia fotovoltaico risultando in linea con il proprio target di installazione di fotovoltaico al 2020 (a fronte di un obiettivo di 0,9 gigawatt sono stati installati 0,91 gigawatt), ed è, insieme al Lazio, la terza regione per attrattività: qui sono state presentate istanze per 2248 megawatt di capacità fotovoltaica dal 2019. Il fotovoltaico in Sardegna si concentra in aree a vocazione industriale, mentre solo in tempi recenti si osserva un aumento delle istanze per la realizzazione di impianti su suolo agricolo.
La Regione è invece in fascia media nella speciale “classifica” di R.E.gions2030 per la performance, avendo emesso il provvedimento di autorizzazione unica solo per il 5% dei progetti presentati pur avendo rilasciato parere di non assoggettabilità alla VIA per il 21% di essi.
«Il nostro osservatorio nasce per monitorare in continuo lo sviluppo e la crescita delle rinnovabili in Italia. Non vuole essere un modo per dare pagelle alle Regioni, ma per stimolare un confronto su dati effettivi e misurati», sottolinea Giovanni Galgano, Managing director di Public Affairs Advisors.
«Con R.E.gions2030 vogliamo contribuire in modo significativo a un dibattito – quello sullo sviluppo delle rinnovabili – che sarà sempre più centrale nei prossimi decenni», ha commentato Tommaso Barbetti, partner di Elemens. Un secondo report, in fase di completamento riguarderà l’eolico.(g.cen.)

