di Fabrizio Iaccarino, Responsabile Sostenibilità e Affari Istituzionali Enel Italia
Le sfide della transizione energetica e dell’attuale contesto di crisi richiedono interventi urgenti ma anche visione di lungo periodo, sostenuta da attitudine al cambiamento e all’innovazione. Oggi sappiamo che l’unica traiettoria in grado di condurci sulla strada di un futuro rispettoso dell’ambiente e al contempo sostenibile anche economicamente è quella che fa delle fonti di energia rinnovabile il perno di un nuovo modello sociale e produttivo, in cui etica ambientale e convenienza si rafforzano a vicenda. Enel ha imboccato da anni la strada della sostenibilità, facendone il cuore della sua strategia aziendale: il Piano Strategico 2022-2024 sancisce questo orientamento prevedendo, oltre a 70 miliardi di euro di investimenti dedicati alle rinnovabili, di tagliare il traguardo delle zero emissioni (sia dirette che indirette) nel 2040, con 10 anni di anticipo.
Si tratta di un impegno che necessita di un raggio d’azione ampio, e di un ancor più ampio sguardo d’insieme che sia capace di mettere a fuoco, comprendere e interpretare le dinamiche di uno scenario, quello energetico, in continuo mutamento e oggi più che mai al centro di tensioni legate al contesto geopolitico – come quelle cui stiamo purtroppo assistendo in questa complessa fase storica. E tuttavia mai come in questi frangenti risulta evidente come il ricorso sempre più diffuso alle fonti di energia rinnovabile sia non solo la soluzione ottimale dal punto di vista della salvaguardia ambientale e della convenienza, ma anche e soprattutto il percorso più logico per costruire un futuro fatto di approvvigionamenti energetici affidabili ed indipendenti, perché frutto di risorse ampiamente disponibili come quelle fornite dal sole, dall’acqua, dal vento e dal calore della terra.
È un percorso che, se orientato all’accessibilità di un bene essenziale qual è l’energia, deve necessariamente correre su tre binari: internazionale, nazionale e locale. In ambito internazionale Enel, di concerto con gli altri componenti di Elettricità Futura – la principale associazione del mondo elettrico italiano – ha abbracciato il nuovo Piano Europeo REPowerEU, che per il settore elettrico italiano si traduce nell’obiettivo di arrivare a 85GW di rinnovabili entro il 2030: non un orizzonte astratto ma un traguardo raggiungibile, che permetterebbe enormi benefici per economia (309 miliardi di investimenti cumulati al 2030 del settore elettrico e filiera industriale), società (470mila nuovi posti di lavoro per settore e indotto al 2030) e ambiente (riduzione del 75% delle emissioni di CO2 del settore elettrico nel 2030 rispetto al 1990).
Un esempio concreto di cosa può nascere, in chiave nazionale, dal connubio tra idee all’avanguardia e collaborazione europea è il Progetto TANGO (iTaliAN pv GigafactOry), l’impianto innovativo per la produzione di moduli fotovoltaici sostenibili e ad alte prestazioni che, grazie alle risorse del PNRR italiano ed all’accordo di finanziamento agevolato a fondo perduto firmato da Enel Green Power e Commissione Europea, porterà la fabbrica di pannelli solari catanese 3Sun ad aumentare di 15 volte la capacità di produzione, da 200 MW a 3 GW all’anno. Quello che sorgerà a Catania non sarà solo un hub di tecnologia innovativa, che ai pannelli HJT ad eterogiunzione (catturano l’energia sia sulla superficie anteriore che su quella posteriore) affiancherà la nuova struttura Tandem (due celle sovrapposte, più recettive rispetto alle strutture a cella singola), ma anche uno spartiacque fondamentale in vista della rinascita di una filiera italiana ed europea sostenibile di pannelli solari e rinnovabili in generale: proprio in un settore, quello del fotovoltaico, in cui la fornitura degli approvvigionamenti è ad oggi eccessivamente dipendente da un’unica fonte in Asia.
La mole dell’investimento previsto, 600 milioni di euro, sarà di grande rilievo anche in ottica di tessuto locale: grazie alla Gigafactory si prevede infatti l’aumento del tasso di occupazione diretta e indiretta, con la creazione di circa mille posti di lavoro entro il 2024, quando la fabbrica giungerà al massimo regime. Un progetto, in definitiva, cofinanziato dall’UE e in grado di rilanciare la catena del valore del fotovoltaico in Europa, e che al contempo rappresenterà l’eccellenza nazionale italiana costituendo un’eccezionale occasione di sviluppo e occupazione a livello locale.

