A cura di Elemens
Si fa presto a dire questione autorizzativa delle rinnovabili: è un’espressione un po’ pigra, che certamente inquadra qualcosa che esiste ma senza metterne a fuoco tutti i dettagli.
Invero, le questioni autorizzative sono due: una riguarda il fotovoltaico e una l’eolico, dove la seconda è certamente più preoccupante della prima.
Le autorizzazioni del fotovoltaico, infatti, stanno arrivando – magari non al ritmo auspicato dagli operatori, ma certamente ben più rispetto al passato: nel 2022 si sono abbondantemente superati i 4 GW, doppiando il valore del 2021 e decuplicando quello del 2020.
Si stratta di impianti autorizzati con Autorizzazione Unica, ossia con il regime cosiddetto normale: i numeri dunque non comprendono la PAS, lo strumento su cui si sono concentrati quasi tutti gli sforzi di semplificazione negli ultimi tempi. I progetti in PAS infatti (ancora per poco) non sono resi pubblici dalla PA e questo non ne rende possibile il tracciamento: ad ogni modo ci aspettiamo che la loro dimensione complessiva per il 2022 sia stata al di sotto del GW, circostanza che ci fa affermare senza tema di smentita che l’autorizzato solare è cresciuto a prescindere delle semplificazioni.
Caso ben diverso è quello dell’eolico, il cui autorizzato è rimasto decisamente modesto nel 2022 (poco più di 400 MW) e in forte ripiegamento rispetto al 2021 (-40%, circa). Le dimensioni del mercato sono più contenute, se si esclude l’offshore, rispetto a quello del solare: ma i numeri destano comunque più di una preoccupazione. Negli anni scorso, nel commentare le difficoltà autorizzative dell’eolico, l’indice era stato puntato contro la Commissione Via Nazionale, rea di non aver assunto la necessaria velocità di crociera nelle valutazioni: il precedente Governo ha in parte tamponato, andando a sbloccare quasi 40 progetti su cui pendeva il veto del Ministero della Cultura (uno dei key stakeholder in sede di VIA Nazionale) – è così che oltre 2 GW di impianti eolici hanno ottenuto la VIA. Sembrava il viatico per una forte crescita delle autorizzazioni wind: tuttavia, salvo un caso, nessuno di essi è riuscito ad oggi ad ottenere l’Autorizzazione Unica in Regione (e per rincarare la dose, con il nuovo Governo la continuità degli sblocchi dei progetti incagliati si è interrotta). Probabilmente sarà questione di tempo e tutti gli impianti saranno autorizzati, ma per il momento il piatto piange, rivelando che le Regioni – pur in uno scenario in cui la VIA Nazionale ha accentrato il processo – rimangono l’attore chiave quando si parla di autorizzazioni.

