Morroni, assessore all’Energia e all’Ambiente dell’Umbria: “I paletti su Fer e agrivoltaico? un atto importante per salvaguardare le specificità regionali”. Per i rifiuti un nuovo termovalorizzatore “in esercizio entro 7-8 anni”
L’Umbria è nota come il “cuore verde d’Italia” e per questo diventa ancora più interessante il percorso intrapreso dalla Regione, anche in campo energetico, sulle tre dimensioni della sostenibilità: economica, sociale e ambientale. Ne parla l’assessore Roberto Morroni nell’intervista rilasciata a Quotidiano Energia nell’ambito del progetto R.E.gions 2030 (iniziativa di Elemens e Public Affairs Advisors con QE media partner).
A fine novembre la Giunta regionale ha pre-adottato una delibera in materia di transizione ecologica che introduce paletti per l’installazione del fotovoltaico in aree agricole e delle rinnovabili in zone industriali. Come si concilia questo atto con la necessità di sviluppare il settore delle rinnovabili?
Su mia proposta è stata pre-adottata dalla Giunta una delibera con la quale si prevedono sostanziali modifiche al Regolamento regionale del 22 luglio 2011, n. 7, recante la “Disciplina regionale per l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili”, che, dopo il parere obbligatorio presso la commissione competente, tornerà in Giunta per l’adozione ufficiale. Ritengo questo atto una svolta importante per salvaguardare la specificità del paesaggio dell’Umbria senza precludere le possibilità di sviluppo delle fonti rinnovabili, grazie alle quali intendiamo giocare un ruolo da protagonisti a livello nazionale. Un atto che afferma con nettezza la volontà di salvaguardare l’immagine della regione, da tutti riconosciuta come cuore verde d’Italia, promuovendo, al contempo, in maniera convinta e responsabile una nuova modalità di produzione energetica moderna e sostenibile. Una visione che vuole conciliare la bellezza dei territori con l’efficienza e la proficua gestione delle risorse utili per la crescita economica e sociale.
Nello specifico, la proposta di regolamento ha definito i seguenti obiettivi: sviluppare le fonti energetiche rinnovabili preservando i caratteri identitari del territorio umbro; individuare i limiti dello sviluppo del fotovoltaico al suolo su aree agricole, introducendo e disciplinando l’innovativo “agrivoltaico”; introdurre soglie per lo sviluppo delle Fer su zone industriali, al fine di consentirne una crescita equilibrata e preservarne le potenzialità industriali; chiarire puntualmente alcuni aspetti procedurali che hanno evidenziato l’esistenza di “colli di bottiglia” nel procedimento amministrativo; allineare il regolamento alle modifiche normative intercorse; anticipare l’individuazione di alcune aree idonee all’installazione di impianti Fer, in attesa dell’emanazione dei decreti ministeriali.
Quali sono i tempi e l’iter di adozione finale della delibera?
Contiamo di arrivare alla sua approvazione entro i prossimi due mesi.
Il Piano energetico regionale è fermo al documento 2014-2020. Avvierete un percorso per l’adozione di una nuova carta strategica?
È già stato elaborato un documento strategico interno al servizio competente nel quale sono riportati tutti i dati aggiornati dello stato dell’arte della regione Umbria e sono indicate le prime riflessioni sulle strategie da perseguire. Il panorama normativo è ancora in fase di definizione e non consente di aggiornare i piani di settore e le relative leggi regionali. In ogni caso stiamo lavorando per essere pronti al momento dell’emanazione dei nuovi provvedimenti.
La ministra per gli Affari regionali e le autonomie, Maria Stella Gelmini, ha recentemente annunciato un tavolo tecnico nella Conferenza Stato-Regioni per snellire gli iter autorizzativi per gli impianti a fonte rinnovabile. Come valuta l’iniziativa e cosa ritiene si possa fare su questo tema?
Ritengo sicuramente utile un tavolo tecnico con l’obiettivo di accelerare il sistema delle autorizzazioni e snellire quelle procedure mirate ad aumentare la produzione di energia da fonte rinnovabile. Il tavolo rappresenta un’opportunità anche per rafforzare a livello governativo la sinergia con le Regioni. Pertanto, accolgo con favore quanto proposto dalla ministro nell’ambito dell’esame della relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza in occasione dell’audizione davanti alla commissione Bilancio della Camera.
Per quanto riguarda il rapporto tra energia e ambiente, a inizio 2022 avete annunciato l’intenzione di realizzare un nuovo termovalorizzatore. Quali sono i tempi di realizzazione dell’opera?
Abbiamo voluto anticipare gli indirizzi strategici della pianificazione iniziando, con massima trasparenza, un’azione di condivisione e confronto. Il sistema dei rifiuti umbro, purtroppo, soffre di scelte non fatte in passato. Pertanto, dobbiamo affrontare con determinazione il problema. Le non scelte, infatti, stavano per condurre a una situazione di grave emergenza.
Priorità del piano delineato dalla Giunta è la chiusura del ciclo dei rifiuti, concepiti come risorsa, puntando quindi al recupero di materia e di energia. Sarà importante, per ottenere questo risultato, anche la collaborazione dei cittadini, al fine di selezionare in modo corretto i rifiuti prodotti da destinare a riciclo, mentre, per la parte residuale dell’indifferenziato, la soluzione ottimale è la termovalorizzazione, cioè la valorizzazione energetica, perché il ricorso al conferimento in discarica rappresenta la peggiore pratica sotto il profilo ambientale. La soluzione individuata non poteva essere rimandata, con la convinzione che sia attualmente la strada migliore per ricreare un circolo virtuoso della gestione integrata dei rifiuti in Umbria, che si chiuda in modo ottimale all’insegna della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. È guardando alle buone pratiche che l’Umbria può voltare pagina, rendendosi una regione moderna e attenta all’ecosistema. Per quanto riguarda la tempistica sull’impianto di termovalorizzazione, si ritiene che possa entrare in esercizio entro 7-8 anni. Tempi che tengono in considerazione tutte le procedure di evidenza pubblica per l’individuazione del soggetto che realizzerà l’impianto, la progettazione, le fasi di autorizzazione e, infine, di realizzazione.

