Di Alfredo Spalla, Quotidiano Energia
A colloquio con le forze politiche per un bilancio sugli interventi dei DL Energia, Taglia-prezzi e Aiuti. All’orizzonte l’iniziativa per un riordino della materia al fine di dare stabilità al settore delle rinnovabili
Dopo un’intensa attività di semplificazione portata avanti nel primo semestre del 2022, soprattutto tramite i decreti Energia (n. 17), Taglia-prezzi (n. 21) e Aiuti (n. 50), la politica volge adesso lo sguardo al lavoro svolto e traccia un bilancio. Il risultato, con alcune eccezioni, viene giudicato positivamente. Alcuni ritengono che si debba, e si possa, fare di più. Ma quasi tutti concordano sul fatto che ora l’obiettivo sia velocizzare la fase attuativa. Sullo sfondo c’è inoltre la possibilità di intervenire con un riordino tramite un testo unico per le semplificazioni Fer, come peraltro suggerito da un emendamento presentato al Ddl Concorrenza che ora si trova all’esame della commissione Attività produttive della Camera.
QE – nell’ambito della media partnership con “R.E.gions 2030”, l’iniziativa di Elemens e Public Affairs Advisors – ha quindi intervistato i rappresentanti dei partiti per delineare un quadro della situazione. A tutti è stato posto lo stesso quesito, che comprendeva una valutazione sull’attività di semplificazione dei decreti del 2022, un giudizio su possibili nuovi interventi e l’iniziativa per procedere a un riordino della materia.
La proposta di un testo unico per le semplificazioni Fer – si ricorda – proviene da Forza Italia ed è stata sottoscritta anche da Italia Viva. L’emendamento è sostenuto sul fronte governativo dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, e l’Esecutivo nelle ultime ore ha presentato una riformulazione del testo. Per Luca Squeri, responsabile del dipartimento energia di FI e tra i firmatari della proposta, “procedere ad un riordino della normativa” tramite il testo unico “è oggi un passaggio fondamentale non solo per agevolare i futuri interventi normativi ma soprattutto per favorire gli investimenti eliminando incertezza e confusione”.
Ma qual è la valutazione delle semplificazioni, secondo gli altri esponenti? Per Gianni Girotto, presidente della commissione Industria del Senato e coordinatore del comitato per la transizione ecologica del M5S, il giudizio “nel complesso” è “molto positivo”.
“Aver portato l’autoconsumo diretto fino a 10 km e introdotto iter autorizzativi semplificati con la Solar Belt sono ottimi risultati che però, per il periodo che stiamo vivendo, non bastano”, osserva Girotto.
L’analisi sull’opera di semplificazione dei DL è condivisa dal senatore Paolo Arrigoni, responsabile del dipartimento energia della Lega: “I decreti hanno previsto un robusto regime di accelerazione e di semplificazioni degli interventi autorizzativi. La Lega ha contribuito e il giudizio è sostanzialmente positivo ma per esprimerlo in modo compiuto occorrerà aspettare i dati. Quelli comunicati dal ministro Cingolani sugli impianti già autorizzati a questo punto del 2022 sono lusinghieri, ma non possiamo nascondere che anche l’ultimo bando incentivi DM Fer 1 ha deluso”. Il riferimento ai dati Mite è relativo alla proiezione elaborata da Terna della potenza da fonti rinnovabili che entrerà in esercizio nei prossimi mesi. Secondo la stima del ministero sono attesi in esercizio entro l’anno 5,1 GW Fer.
Rossella Muroni, vicepresidente della commissione Ambiente di Montecitorio ed esponente della componente ecologista FacciamoEco, sottolinea il contributo delle Camere sui provvedimenti riconoscendo però che serve un cambio di passo. “I decreti Energia, Taglia-prezzi e Aiuti sono stati migliorati dal Parlamento. Alcuni dei miei emendamenti hanno portato, ad esempio, a semplificazioni per l’installazione del fotovoltaico sui tetti e flottante, per il biometano e l’eolico. Ma per realizzare la transizione, renderci indipendenti dalle dittature fossili, tagliare il caro bollette e le emissioni serve moltiplicare la nostra potenza energetica pulita con ben altra velocità”.
Anche secondo la deputata Chiara Braga, che nella segreteria del PD si occupa di transizione ecologica, sostenibilità e infrastrutture, l’opera di semplificazione potrebbe non essersi conclusa. “I provvedimenti consentono, in un periodo così complicato, di accelerare la realizzazione di impianti di energia rinnovabile e di aumentare la nostra indipendenza energetica”, osserva Braga ricordando alcune delle proposte dem andate a buon fine su repowering, cancellazione del diritto all’accesso agli incentivi per il fotovoltaico a terra in aree agricole e la rimozione di “vincoli eccessivamente restrittivi per lo sviluppo dell’agri-voltaico compatibile con l’attività agricola”, la cosiddetta Solar belt per il FV e altri. Per la parlamentare “probabilmente non saranno sufficienti” e “c’è ancora un margine per ulteriori interventi di accelerazione e semplificazione”.
È parzialmente positiva la visione di Sara Moretto, capogruppo di Italia Viva in commissione Attività produttive alla Camera e attiva sulle tematiche energetiche. “Questi decreti, approvati in rapida successione in una fase emergenziale, sono un’ottima base di partenza. Servono però altre semplificazioni, in un quadro coordinato e strutturale. Va rovesciato il meccanismo di questi decenni per cui chi propone un impianto di produzione di energia inizia una scalata di ostacoli partendo da un ‘no’ come prima risposta. Il paese ha bisogno di maggiore indipendenza energetica, dispone di fonti rinnovabili, è ricco di idee e progetti industriali”, spiega la deputata a QE.
È più critica invece l’analisi di Massimiliano De Toma, deputato di Fratelli d’Italia in X commissione alla Camere. “L’operato del Governo ad oggi, in tema energia, non è stato risolutivo. Abbiamo assistito ad una serie di interventi normativi che solo in minima parte hanno risolto il problema: occorre avere una visione più globale e strategica del settore, armonizzando il ruolo del ministero della Cultura e quello delle Regioni (che devono dotarsi subito di Piani ambientali ed energetici ed idoneo personale tecnico), evitando l’attuale, ulteriore stratificazione normativa. Ma soprattutto – prosegue – deve essere garantita la creazione/supporto di filiere industriali nazionali affinché questa transizione abbia ricadute positive sulle nostre Pmi, sul mercato del lavoro e sul know-how industriale italiano”.
Ad eccezione di De Toma, che appartiene a un partito d’opposizione, si riscontra dunque un apprezzamento trasversale per le semplificazioni messe in atto. È però l’inizio di un percorso che dovrà proseguire con ulteriori accorgimenti.
Secondo Squeri, oltre al riordino, si deve innanzitutto continuare sulla strada tracciata. Soprattutto alla luce delle incertezze causate dalle circostanze attuali: “L’aumento del prezzo dell’energia e delle materie prime e il deterioramento dello scenario geopolitico internazionale hanno accelerato un percorso di semplificazione che il sistema aspettava da anni e che occorre senz’altro proseguire. Si tratta di norme importanti, adottate con decretazione d’urgenza, spesso modificate a distanza di pochi mesi, inserite all’interno di un quadro normativo già fortemente disorganizzato”, afferma il deputato di FI.
Il cantiere è ancora aperto anche per Girotto. Adesso bisogna infatti accelerare nella fase attuativa: “Va data rapida attuazione alla regolazione attraverso la consultazione di Arera e ai nuovi meccanismi di incentivazione per l’implementazione delle Cer. Siamo in attesa degli adempimenti normativi per estenderne la portata a un perimetro molto più ampio. Vanno anche individuate le aree idonee per la costruzione degli impianti esternamente alle suddette Solar belt”.
“Qui – spiega il senatore del M5S – è opportuno che tra le aree idonee vengano inseriti i terreni agricoli improduttivi o marginali, che sono inutilizzati per una serie di motivi. Modifiche normative sulle quali stiamo fortemente spingendo, che permetteranno ai settori produttivi di utilizzare al meglio le rinnovabili per ridurre i costi energetici”.
Sulle comunità energetiche c’è la sponda della Lega: “Occorre ora accelerare nell’emanazione dei decreti attuativi, alcuni in ritardo come quelli delle Cer, e sapere che per una maggiore penetrazione delle rinnovabili serve adeguare la rete di trasmissione nazionale, sviluppare sistemi di accumulo per compensare la non programmabilità di fotovoltaico e eolico, sviluppare Fer programmabili come geotermia, biomasse e idroelettrico”, dichiara Arrigoni.
L’urgenza di una “tempestiva attuazione” è giudicata prioritaria anche dal PD, soprattutto per “le norme che richiedono passaggi di implementazione da parte in particolare del ministero della Transizione ecologica”. Braga spiega a QE che si riferisce in particolare “al ritardo con cui si sta procedendo all’individuazione dei criteri per l’identificazione delle aree idonee previste dal D.Lgs 199/21”, che recepisce la direttiva Ue nota come Red II. Sottolinea però che “anche la stabilità del quadro regolatorio è un fattore importante per consentire agli operatori di programmare e attuare gli investimenti in rinnovabili”.
Muroni ritiene che l’Italia debba innanzitutto allinearsi al resto della Ue in tema di procedimenti Fer: “È necessario semplificare gli iter autorizzativi portandoli a tempi europei e riconoscere finalmente che lo sviluppo delle rinnovabili è un interesse pubblico prevalente”.
Nella valutazione di Italia Viva, espressa da Moretto, “le istituzioni, a tutti i livelli, e la PA devono dare gambe a questa transizione energetica e ciò richiede, per esempio, un’ulteriore riduzione dei tempi delle procedure, l’eliminazione di doppie valutazioni dei progetti e lo stralcio di inutili adempimenti aggiuntivi a livello locale”.
Dal punto di vista di Fdi, riportato da De Toma, “è fondamentale che lo Stato si faccia carico dell’individuazione delle aree idonee per la predisposizione e la realizzazione degli impianti Fer che non possono attendere decenni per vederne la realizzazione”, osserva il deputato ricordando che in questi mesi ha presentato “diversi emendamenti per la semplificazione delle procedure autorizzative degli impianti” e per il “potenziamento dei kWh per garantire l’autoproduzione e l’autoconsumo per imprese e privati”.

