Ripubblichiamo l’articolo di Romina Maurizi, Direttrice di Quotidiano Energia – media partner R.E.gions2030
Sono trascorsi 2.014 giorni dall’inizio del burden sharing rinnovabili (1° gennaio 2021) durante i quali sono stati installati 27.785 MW Fer. Di giorni alla fine del burden sharing, ossia al 31 dicembre 2030 termine per il raggiungimento dell’obiettivo Ue, ne mancano 1.638 e di MW da installare 52.217, vale a dire 11.380 MW all’anno.
Basterebbero questi numeri a delineare quanto la sfida sia ancora molto impegnativa e la risoluzione dei colli di bottiglia del sistema autorizzativo urgente. A delineare il quadro Tommaso Barbetti, partner di Elemens, nell’intervento di apertura del convegno R.E.gions2030, l’iniziativa di Elemens e Public Affairs Advisors, con Quotidiano Energia media partner, tenutosi il 7 luglio a Roma.
Ma per intervenire è importante capire dove sono fermi i progetti ed è quello che fa l’analisi di Barbetti illustrando i dati dell’Osservatorio R.E.gions2030.
Negli ultimi sei anni sono state presentate richieste di autorizzazione per complessivi 197 GW Fer tra eolico e solare, di questi 36 GW sono stati autorizzati, mentre 15 GW hanno ottenuto un rifiuto o l’archiviazione.
Sono pertanto fermi in autorizzazione 146 GW. Circa la metà, 74 GW, si trova in Via nazionale: un elevato carico pendente già fotografato dalla relazione sul primo quadrimestre della Commissione Pnrr-Pniec del Mase, pur sottolineando una forte accelerazione nel numero di progetti esaminati nonostante un organico ancora incompleto. La Commissione ministeriale evidenzia inoltre il voluminoso capitolo di contenziosi aperto dagli operatori contro il silenzio-inadempimento (QE 21/5).
Una quota importante di progetti Fer, pari a 13 GW, è poi in attesa dell’intervento della Presidenza del Consiglio, chiamata a fare da “arbitro” per quelle iniziative che hanno un parere negativo del ministero della Cultura e positivo della Commissione Pnrr-Pniec. Ministero della Cultura, commenta il partner di Elemens, che dà parere sfavorevole nell’84% dei casi per l’agrivoltaico, nel 68% per il FV, nel 91% per l’eolico greenfield (in caso di repowering i “no” arrivano nel 43% dei casi).
Sul tavolo delle Regioni sono infine fermi 59 GW di iniziative Fer, di cui 37 GW hanno seguito fin dall’inizio un percorso regionale (Paur), mentre i restanti 22 GW sono progetti che, dopo aver ricevuto la Via nazionale, attendono l’autorizzazione della Regione. Un passaggio che dura in media oltre 18 mesi.
Ma il trend non è uguale ovunque e – in linea con lo spirito con cui è nato cinque anni fa R.E.gions, ossia misurare e analizzare il contributo dei diversi territori al fine di stimolare il confronto (QE 5/5/21) – Barbetti individua tre diverse velocità regionali verso i target. La stima dell’installato al 2030 è stata fatta tenendo conto di cantieri in corso, progetti autorizzati o in iter avanzato e ipotesi di realizzazione di impianti di piccola taglia.
Ne emerge che sono sette le Regioni che rischiano di non arrivare all’obiettivo assegnato con il burden sharing: Valle d’Aosta (con un deficit al 2030 previsto all’83%), Liguria (percentuale mancante stimata al 65%), Umbria (62%), Sardegna (56%), Toscana (49%), Molise (38%) e Marche (37%). Altrettante sono quelle che, in base all’Osservatorio R.E.gions, potrebbero farcela ma devono accelerare: Calabria (deficit stimato al 2030 sul burden sharing del 36%), Abruzzo (31%), Trentino-Alto Adige (26%), Lombardia (22%), Emilia-Romagna (20%), Veneto (18%) e Piemonte (9%). Sei infine, conclude Barbetti, le Regioni che arriveranno a meta: Puglia, Sicilia, Basilicata, Lazio, Campania e Friuli-Venezia Giulia.

