Ripubblichiamo l’articolo di Romina Maurizi, Quotidiano Energia – media partner di R.E.gions2030.
La relazione sul primo quadrimestre: 236 procedure concluse, +50% sul 2025 con focus sull’eolico. Le novità e gli effetti della riorganizzazione. Il nodo contenzioso. Oltre 1.300 procedure pendenti, “prioritario rinnovare incarichi in scadenza e aggiornare compensi”
L’attività della Commissione Pnrr-Pniec conferma “il trend di crescita già osservato negli anni precedenti”, accelerando sul numero dei pareri rilasciati grazie al “rafforzamento della capacità operativa” dell’organismo con il riassetto voluto dalla presidente Luisa Mosna, in carica dal 28 gennaio. Il tutto in presenza di “un carico procedimentale ancora molto elevato” per i progetti rinnovabili e con una diminuzione del numero medio dei commissari. Saranno pertanto necessari ulteriori interventi organizzativi, a partire dalla conferma dei commissari in scadenza nel 2026 e dei 40 che termineranno il mandato nel primo trimestre 2027.
Si possono sintetizzare così i messaggi contenuti nella relazione sul primo quadrimestre 2026 della Commissione Mase che si occupa delle valutazioni ambientali di competenza statale delle iniziative comprese nel Pnrr (ormai in via di esaurimento) e di quelle attuative del Pniec.
Nel bilancio, consegnato nei giorni scorsi al ministro Gilberto Pichetto Fratin, sono contenuti i numeri sull’attività dei primi quattro mesi dell’anno, elaborazioni sulla produttività della Commissione dall’insediamento della nuova governance e considerazioni sulle priorità sul tavolo.
Partendo dai dati, nel documento – che QE ha potuto vedere – si evidenzia che al momento dell’avvio della presidenza Mosna i procedimenti pendenti erano 1.483, così articolati: 1.413 istruttorie di Via/Pua, 60 procedimenti di verifica di ottemperanza, 9 procedure di scoping e 1 di Vas. Rilevante anche il carico di lavoro connesso al contenzioso amministrativo: al 28 gennaio risultavano notificati 124 ricorsi per silenzio-inadempimento dell’amministrazione, sui quali erano già intervenute 58 sentenze di condanna a provvedere entro termini “particolarmente stringenti”.
La revisione organizzativa
La revisione del modello organizzativo è una delle prime decisioni di Mosna per la Commissione, che è articolata in sottocommissione Pniec (coordinata da Elena De Luca), sottocommissione Pnrr (affidata a Giampiero Baccaro) e sottocommissione Vas (coordinata da Bernardo Sera).
In sintesi le novità apportate, riepilogate nella relazione, riguardano la ridefinizione dei gruppi istruttori, con l’aumento di quelli dedicati all’eolico per il maggior peso di questi progetti sulle procedure da smaltire. La Commissione risulta oggi composta da 5 gruppi dedicati al FV e 5 all’eolico, fermo rimanendo che gli stessi gruppi possono trattare opere diverse.
È stata poi potenziata l’area del contenzioso, è stato superato il criterio di assegnazione delle istruttorie su base territoriale, al suo posto si è deciso di procedere sulla base del principio della pendenza cronologica in base alla data di conseguimento della procedibilità delle istanze.
Ancora, prosegue la relazione, sono stati semplificati i pareri con meno spazio alle parti descrittive e più a quello motivazionale, ne è stata “rafforzata la tenuta giuridica in sede di eventuale sindacato giurisdizionale” e standardizzati i modelli valutativi. È stata inoltre rivista l’attività di supporto di Gse e Invitalia ai gruppi istruttori, ora circoscritta in un contributo preliminare ai contenuti descrittivi della documentazione tecnica. La Commissione ha infine deciso di fissare confronti settimanali con i proponenti dei progetti.
I numeri dei quattro mesi: valutata 9,8 GW di potenza Fer
Venendo ai numeri del quadrimestre, dalla relazione si apprende che le procedure concluse sono state 236, il 50% in più rispetto all’analogo periodo del 2025. Il principale ambito di attività della Commissione si confermano le Valutazioni di impatto ambientale (Via) e le Procedure Uniche ambientali (Pua) che nel periodo sono state 172 (+32,3% sul I quadrimestre 2025), di cui 63 in esecuzione di sentenza: la potenza complessiva dei progetti coinvolti, sottolinea la relazione della Commissione, è di 9.800 MW per un valore complessivo delle opere vicino ai 20 miliardi di euro. In Puglia, Sicilia e Sardegna sono concentrati i maggiori investimenti.
Gli impianti agrivoltaici rappresentano la quota prevalente (108) dei pareri di Via/Pua rilasciati nel periodo, seguono i progetti eolici onshore (35 pareri), il FV tradizionale (21 pareri) e gli impianti eolici offshore (2 pareri), il resto sono relativi a altre infrastrutture energetiche. In termini percentuali i pareri rilasciati per l’eolico rappresentano la crescita maggiore rispetto al I quadrimestre di un anno fa (+94,4%).
Le verifiche di ottemperanza rese nel I quadrimestre sono state 45 (+136%) e 17 i pareri tecnici, per la maggior parte in supporto alla DG Va del Mase nei procedimenti di ricorso e alla Presidenza del Consiglio.
In aprile l’organismo tecnico Mase ha inoltre avviato la procedura di Vas-fase di scoping sul “programma di interventi per lo sviluppo delle energie rinnovabili della Difesa” con l’obiettivo di chiuderla entro giugno.
La relazione si sofferma poi sulla produttività della Commissione, calcolata come rapporto tra numero di procedure completate e numero medio dei commissari dall’insediamento della nuova governance f ino al 30 aprile. L’indicatore è stato messo a confronto con gli stessi periodi precedenti: la conclusione– si sottolineata nel documento – è il che trend è in forte incremento, passando da 2,45 pareri per commissario del 2025 a 3,88 nei primi quattro mesi 2026. Un risultato commenta la relazione, che attesta “l’efficacia delle misure di riorganizzazione dei carichi di lavoro tra i gruppi istruttori”, evidenziando peraltro che da gennaio ad aprile il numero medio dei commissari è sceso da 55 a 50,5 unità.
Le procedure da smaltire e le priorità sul tavolo
Il carico pendente resta comunque elevato: al 30 aprile le istanze in istruttoria sono infatti 1.342 (concentrate soprattutto nelle procedure di Via e Pua) e sono in particolare relative a progetti agrivoltaici (589) ed eolici onshore (544), seguono fotovoltaici (128), eolici offshore (27), gasdotti /oleodotti (16) e altre infrastrutture.
Voluminoso anche il capitolo contenziosi, al 30 aprile sono pendenti 41 sentenze di condanna pronunciate per silenzio-inadempimento della PA per le quali la Commissione deve dare parere entro i termini fissati dal giudice amministrativo; 133 ricorsi presentati contro il silenzio-inadempimento; 72 ricorsi sul merito contro il parere della Commissione o il decreto di compatibilità del Mase.
È evidente pertanto, osserva la Commissione, la necessità di un rafforzamento organico della struttura per garantire la continuità del trend di smaltimento delle pendenze e far fronte “a una pressione istruttoria destinata a rimanere elevata nei prossimi mesi, in considerazione del numero corposo di verifiche di ottemperanza”.
Nel documento non se ne parla ma è noto che la Commissione non ha mai lavorato, fin dalla sua nascita, ad organico completo: oggi i componenti sono appunto circa 50 a fronte dei 70 previsti.
L’organismo Mase ritiene in ogni caso che, mantenendo l’attuale assetto e produttività, si possa stimare la conclusione di 400 procedure. Tuttavia, rimangono gli interrogativi sulla “sostenibilità nel medio periodo dei carichi di lavoro” e sul rinnovo dei commissari in scadenza. Un aspetto, quest’ultimo, su cui sarebbero arrivate nel frattempo rassicurazioni da parte del ministro (QE 18/5).
La relazione firmata dalla presidente Mosna definisce infine “improcrastinabile” l’aggiornamento del decreto compensi, con “nuovi criteri di commisurazione collegati al numero di istruttorie effettivamente svolte individuando misure di premialità che favoriscano il costante mantenimento della produttività dei commissari”.

