A cura di ERG
ERG è il primo operatore eolico in Italia e fra i principali produttori europei di energia da fonti rinnovabili. Con la presentazione del nuovo piano industriale abbiamo deciso di adottare un modello di business pure wind & solar, confermandoci leader nel percorso di transizione energetica.
Lo abbiamo fatto consapevoli del momento storico che stiamo vivendo, complesso ma ricco di opportunità, segnato da una profonda crisi sanitaria, sociale e soprattutto ambientale.
Mai come oggi al sistema-Paese è richiesto di coniugare le esigenze di sviluppo economico e di tutela dell’ecosistema. Per farlo il governo italiano ha varato il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che, in piena sintonia con il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) punta decisamente sulla decarbonizzazione della nostra economia. Agli enti locali viene affidato un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi di lotta ai cambiamenti climatici: il 40% dei fondi allocati per la ripresa passerà proprio per gli enti sub-statali, come Regioni e comuni (1).
Le Regioni, sedi naturali di composizione degli interessi territoriali, avranno il compito di tradurre gli impegni “su carta” in azioni concrete sul campo, in primis attraverso l’installazione di nuova capacità FER. Ciò rappresenta sia una sfida che un’opportunità: da un lato gli operatori sono chiamati a trovare soluzioni adatte a creare valore sostenibile per tutti gli stakeholder; dall’altro, le istituzioni hanno l’incarico di facilitare il processo di autorizzazione dei progetti presentati.
Eppure, negli ultimi anni – ad un numero considerevole di progetti per lo sviluppo delle rinnovabili presentati dagli operatori – si è contrapposta una limitatissima quantità di autorizzazioni rilasciate. Questo divario è dovuto in massima parte ai pareri negativi rilasciati da Ministero della Cultura e Sovrintendenze locali che si esprimono nell’ambito della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per appurare gli effetti degli impianti sul paesaggio. Il lavoro portato avanti dalle Sovrintende è prezioso, perché volto alla protezione di un patrimonio inestimabile, ma rischia di provocare un effetto boomerang che andrebbe a svantaggio di tutti: negare l’ulteriore sviluppo delle rinnovabili impedisce di contrastare la deriva climatica con il suo carico di devastazioni, vera minaccia alla tutela del paesaggio.
Consci dell’importanza di sviluppare nuove FER, nel nostro piano industriale abbiamo dedicato gran parte delle risorse allo sviluppo di progetti di repowering dei nostri parchi eolici esistenti, che prevedono la sostituzione delle vecchie e numerose turbine tralicciate, ormai obsolete, con pochi aerogeneratori di ultima generazione, in grado di aumentare di quattro volte la produzione di energia green pur dimezzando il numero di macchine installate. Ciò permette di agire su parchi eolici operativi da tempo, quindi già integrati nel tessuto socioeconomico locale, offrendo un potenziale di ulteriore sviluppo stimabile in circa 5 miliardi di euro e riuscendo a coniugare le esigenze di sviluppo sostenibile con quelle di salvaguardia del paesaggio. Per questo il repowering rappresenta una delle armi più efficaci a nostra disposizione nella lotta ai cambiamenti climatici – l’unica che abbina la lotta al consumo di nuovo suolo con la decarbonizzazione dell’energia.
Per raggiungere insieme gli obiettivi fissati per il 2030, abbiamo quindi bisogno di un cambio di passo regolatorio che consenta di recepire davvero la priorità della tutela climatico-ambientale, definendo linee guida univoche e chiare all’interno delle quali gli attori coinvolti (operatori FER, Regioni, Sovrintendenze) possano muoversi fattorizzando le peculiarità degli asset e dei luoghi di installazione.
Un compito non facile, ma che siamo pronti a supportare fornendo idee, soluzioni e know-how industriale, e che non può prescindere da un approccio radicalmente differente: il contrasto ai cambiamenti climatici deve essere il principale obiettivo per aziende, enti locali e sovrintendenze.
(1) https://www.openpolis.it/il-ruolo-degli-enti-locali-nella-gestione-del-pnrr/
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Riguardo ERG
Da oltre 80 anni ERG opera nel settore dell’energia.
Fondata nel 1938 e quotata alla Borsa di Milano dal 1997, è un produttore indipendente di energia elettrica leader nelle rinnovabili, con oltre 3,3 GW di potenza installata.
Oggi ERG è il primo produttore di energia eolica in Italia e fra i primi dieci in Europa; lo sviluppo nell’eolico, seguito alla definitiva uscita dal settore oil già nel 2017, ha rappresentato il passo fondamentale che ha portato ERG a mutare radicalmente il proprio portafoglio di attività. Un processo che nel 2015 ha portato all’acquisizione del complesso idroelettrico di Terni e, tra il 2018 e il 2019, di impianti fotovoltaici in 9 regioni italiane per un totale di circa 141 MW, oltre all’ulteriore crescita nell’eolico in Germania, Francia, UK, Polonia e, molto recentemente, nel solare in Francia. Completa il portafoglio di asset l’impianto termoelettrico cogenerativo ad alta efficienza alimentato a gas naturale.
In linea con il percorso di crescita previsto nel nuovo Piano Industriale 2021-25, prevediamo un ulteriore sviluppo tra il 2021 a il 2025 per aggiuntivi 1.500 MW nel wind & solar in diversi paesi europei, anche attraverso il significativo piano di Repowering e Reblading di parte dei nostri parchi eolici in Italia.
Al 31 dicembre 2020 abbiamo raggiunto un Margine operativo lordo di 481 milioni di euro, evitando emissioni di gas-serra per circa 3 milioni di tonnellate.
L’evoluzione industriale di ERG è accompagnata da un’attenta politica di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale, con gli Environmental Sustainable Goals delle Nazioni Unite (ESG) totalmente integrati con la nostra strategia di business: il nostro portafoglio di attività, concentrato nel settore delle rinnovabili, non solo è coerente con le scelte di politica energetica a livello nazionale ed europeo ma ha permesso di contribuire concretamente alla lotta ai cambiamenti climatici.

